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La Basilica Nascosta

Lunedì 2 Aprile 2018 alle 23:45 è andato in onda lo speciale di Rai1 “La Basilica Nascosta”, il viaggio di Osvaldo Bevilacqua all’interno della Basilica di san Pietro con il racconto di quello che milioni di turisti e pellegrini non riescono a vedere. Con la guida del cardinal Comastri – Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano – il programma svela il lavoro delle migliaia di artisti, artigiani e operai che hanno reso unica la Chiesa più importante della Cristianità. E anche il ruolo delle donne, sconosciuto per secoli. “La Basilica Nascosta” è uno speciale di Osvaldo Bevilacqua e Paola Miletich, regia di Gian Marco Mori, produttore esecutivo Eleonora Iannelli. In questo speciale, vengono spiegate le “Allegrezze”, un pranzo organizzato dagli operai che stavano costruendo la Cupola della Basilica di San Pietro su direzione di Michelangelo, ogni volta che finivano un lavoro. Io ed il mio team siamo stati incaricati di realizzare un dipinto che potesse illustrare questo evento. Dietro la supervisione del dott. Pietro Zander della Fabbrica di San Pietro, abbiamo realizzato un bozzetto che ha permesso poi di eseguire la pittura esibita in trasmissione.

GUARDA IL FILMATO “LA BASILICA NASCOSTA”

http://www.raiplay.it/programmi/labasilicanascosta/

Ecco cosa scrive Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546) riguardo all’Allegrezza del 30 Novembre 1544 che si svolse nella Serratura della volta grande (voltone della navata maggiore dietro il cosiddetto “muro divisorio”):

  • 4 barili di “Vino grecho” (circa 230 litri);
  • Maccheroni e lasagne;
  • 54 chili di carne vaccina;
  • 8 di carne di vitella da latte;
  • Salsicce, fegato e cervelletti (da mastro Francesco “macelaro in borgo”);
  • Anche polli, tordi e piccioni;
  • 5 chili di cacio pecorino “da mettere sui maccheroni”;
  • Altro formaggio, frutta e, naturalmente, pane.
  • Prestito di piatti e bicchieri (compreso l’addebito di quelli che si ruppero);
  • 80 baiocchi dati al cuoco per cucinare.

Michelangelo organizzò sopra le volte della basilica, a quasi 50 m di altezza, ben sei pranzetti di fine lavoro per festeggiare in allegrezza con i suoi operai la felice conclusione dei lavori da lui intrapresi.

I pranzi, prevedevano diverse pietanze, per lo più a base di carne suina, anche se non mancano riferimenti a dozzine di chili di lasagne, di pecorino romano, “salsicioni bologniesi”, con verdura, frutta e formaggi vari, il tutto innaffiato da molti litri di vino. Il 23 dicembre dicembre 1550 donò ai suoi operai due dozzine di baschi.

Anche grazie a questo contributo del Sangallo, abbiamo potuto portare in pittura una rappresentazione fedele di un episodio “curioso” che accadde più di 500 anni fa!